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Come risvegliare il tuo sommelier interiore

Scritto da poderivaiot il 16 Maggio 2018

L’arte della degustazione rende gli appassionati di vino capaci di appropriarsi dei segreti dei sommelier per impiegarli come dei veri e propri rituali.

Rompere gli schemi, abbandonare la comfort zone, cambiare il modo in cui ci si approccia ad un calice di vino. Tutte cose che fa un vero sommelier.

Si tratta di assaporare con tutti i sensi, attraverso tre distinte fasi di analisi sensoriale: analisi visiva, olfattiva e gustativa. D’altra parte, la parola degustare deriva direttamente da gustus (sapore, appunto, in latino).

Una degustazione è un modo per imparare a conoscere i vini, sentirne gli aromi e le note, indovinare i migliori abbinamenti gastronomici in una percezione spontanea ma arricchita, quasi aumentata.

Per banalizzare, è quello che accade quando si impara ad andare in bicicletta. Quando si comprende l’atto di degustare, da estremamente complicato si trasforma in un gesto naturale, da compiere senza pensarci troppo.

Perché non è facile bere come un sommelier, ma può diventarlo.

Quindi, come si acquisisce un mindset tanto aperto da non considerare il bere l’unico strumento per assaporare?

Il primo approccio consiste nell’osservare la sfumatura e l’aspetto di un vino: una prima occhiata può rivelare molte cose, se si tratta di un vino invecchiato, per esempio.

Il passo successivo è una lenta e raffinata roteazione, in questo modo non solo sarà possibile capire se si tratta di un vino di buona struttura, ma si scateneranno gli aromi e si passerà alle sensazioni olfattive.

L’esame olfattivo è indispensabile per identificare gli aromi, proprio dove i profumi si arrotondano. La roteazione, infatti, fa sì che le componenti aromatiche del vino evaporino e siano quindi fruibili all’assaggiatore.

Nel momento di identificare gli aromi, è bene prendersi del tempo per meditare ed esplorare le possibilità. Attraverso la comprensione si può aprire la strada a opinioni diverse su cui fare le giuste riflessioni e stimolare la curiosità.

Curiosità, sperimentazione e confronto sono le parole chiave di un percorso degustativo che può diventare un’esperienza.

Certo, il perfetto epilogo di una degustazione è l’assaggio. Le sensazioni gustative sono l’espressione massima di tutto il percorso.

Sorseggiare un vino quanto basta per avere l’intuizione giusta: dalla durezza alla morbidezza, dal corpo all’equilibrio, dall’intensità alla persistenza.

Per essere in grado di massimizzare l’esperienza della degustazione, sarà fondamentale comprendere tutte queste sensazioni a partire dagli insegnamenti che vengono offerti, fino a perseguire la strada della ricerca personale.

I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti.
Salvador Dalí